“Si può abolire la democrazia in modo soffice, quasi piacevole, entrando
nel vostro cervello e facendovi pensare tutti allo stesso modo. Attenti
alle mode e all’omologazione. L’imbonimento delle menti è più
pericoloso dei manganelli”. Questo il monito di Gustavo Zagrebelsky agli
studenti del liceo Marie Curie di Grugliasco durante la lezione “La
dittatura non nasce in un secondo”. L’incontro si è svolto il 25 gennaio
nell’ambito del progetto “La Costituzione in mano”.
“Chissà a quale giro appartiene?” è un’espressione comune riferita a
persone che hanno raggiunto posizioni importanti nonostante non lo
meritino. Secondo Zagrebelsky tale modo di dire è spia di un diffuso
meccanismo: «La nostra vita è avvolta in una rete di giri di potere. "Chi
si trova in basso è disposto a dare fedeltà in cambio di potere. Il
giro ti prende quando sei in basso e soddisfa i tuoi bisogni. Tanto più
sei fedele, tanto più sali in alto. Altrimenti vieni eliminato, anche in
modo violento". Ad essere sotto accusa è l’atteggiamento clientelare in
cui siamo immersi quotidianamente, tanto che molte pratiche illegittime
finiscono per apparire naturali. Dopo aver ricordato che secondo
l’Istat in Italia due persone su tre cercano lavoro attraverso le
conoscenze, il professore ha spiegato che esistono atteggiamenti diffusi
nel nostro paese attraverso cui si cercano di soddisfare
illegittimamente bisogni primari come lavoro o salute: «Se conosco il
primario gli chiederò di farmi salire nella lista di attesa, oppure
cercherò raccomandazioni per un impiego, o truccherò i concorsi
pubblici. Perfino per sistemare i figli all’asilo servono
raccomandazioni». Il problema è che questi atteggiamenti finiscono
sempre per danneggiare qualcun altro. Li definiamo favori, ma si tratta
di violazioni delle leggi. Altrimenti si chiamerebbero diritti.
Proprio nel clientelismo Zagrebelsky individua la degenerazione della
nostra vita pubblica, che avviene dietro lo schermo della democrazia:
«Gli scandali da Tangentopoli in poi si spiegano attraverso la struttura
dei giri di potere, dove chi sta in alto restituisce qualcosa a chi sta
in basso in cambio di fedeltà. Ma sulla fedeltà può reggersi una
relazione amorosa, non certo la democrazia, che deve invece avere come
solida base la libertà».
L’unica via di uscita secondo il professore è osservare le regole, non
nel senso del conformismo, ma della libertà dalla prepotenza del più
forte. Zagrebelsky ha poi sottolineato il grande potere di rinnovamento
che è in mano alle nuove generazioni e ha esortato gli studenti: «Dovete
sottrarvi a questo sistema se non vi piace. Siate ciò che volete essere
e non ciò che gli altri vogliono che voi siate. L’idea che qualunque
cosa si faccia non serve a nulla è sbagliata. Sono le nuove generazioni
quelle chiamate a cambiare le cose».
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